Il divino debutto di Anna Netrebko

Il trovatore delle star rapisce il pubblico areniano, aspettative non deluse per la prima del capolavoro verdiano

Esistono opinioni che vanno date liberamente, senza vincoli dettati da schematismi di qualsivoglia tipologia, pareri che bisogna dare, sensazioni che è necessario trasmettere il prima possibile, per impedire che la razionalità sovvenga a mitigare l’emozione vissuta. È ciò che ci siamo ripromessi di fare in queste poche righe, dettate dalla volontà di dare testimonianza di un’esperienza vissuta insieme ad altre migliaia di persone nel teatro d’opera più grande del mondo, tenuto a battesimo musicalmente da quel Tullio Serafin di cui da anni ci dilettiamo a studiare la raffinata lungimiranza. Di primedonne il nostro Maestro ne conobbe molte, la sua esistenza si dipanò nei templi della lirica, in Italia e in ogni luogo in cui l’arte musicale ebbe il suo massimo splendore. Per l’ennesima volta è lui il nostro punto di partenza, quasi un tributo che ci sentiamo in dovere di rendergli anche in quest’occasione, un’occasione speciale che ci ha permesso di percepire cosa significhi l’aggettivo “sublime” applicato all’arte lirica, che lui tante volte contribuì a svelare. Il luogo è tra i più evocativi, l’Arena di Verona, nella quale Serafin diresse voci che sono leggenda, egli non si limitò a curare la direzione musicale di una interpretazione veronese qualunque dei miti dell’opera ma in alcuni casi – e che casi… – ne accompagnò il debutto areniano. È universalmente noto che il 2 e il 3 agosto del ’47 il Maestro di Cavarzere diresse in Arena due diverse opere – rispettivamente La Gioconda di Ponchielli e Faustdi Gounod – e che in queste due serate a lui affidate accompagnò per mano il debutto veronese, nonché italiano, di Maria Callas e quello areniano di Renata Tebaldi. Voci divine, artiste ineguagliabili e protagoniste ancora oggi, attraverso le registrazioni, le pubblicazioni e tutto ciò che quotidianamente ce le ricorda, del dibattito promosso dal musicofilo contemporaneo.

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Cresce l’attesa per il debutto areniano di Anna Netrebko

Sabato 29 giugno debutta il terzo titolo dell’Opera Festival 2019, spettacolare allestimento del Maestro Franco Zeffirelli, per cinque serate già quasi sold-out. Nel cast di stelle diretto da Pier Giorgio Morandi: Salsi, Zajick, Pirozzi, Karahan, Urmana, Gazale e l’atteso esordio di Anna Netrebko all’Arena di Verona al fianco del protagonista Yusif Eyvazov, compagno d’arte e di vita.

Repliche: giovedì 4, domenica 7, sabato 20, venerdì 26 luglio – ore 21.00

Il Trovatore di Verdi secondo la spettacolare visione pittorica e l’efficacia narrativa di Franco Zeffirelli è un notturno avvincente e misterioso rischiarato da fiamme minacciose e bagliori sorprendenti, uno spazio monumentale eppure agile e mutevole, che in pochi istanti si trasforma da fortezza a tenda gitana, da campo di battaglia a luminosa cattedrale. Tali caratteristiche si uniscono ai colpi di scena creati dallo stesso Zeffirelli, ai costumi romantici e cavallereschi di Raimonda Gaetani, alle danze ispaniche di El Camborio riprese da Lucia Real e ai combattimenti mozzafiato coreografati dal maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, e ne fanno sin dalla prima rappresentazione nel 2001 uno degli spettacoli più completi ed apprezzati da pubblico e critica, tanto da riproporlo nel corso dei Festival 2002, 2004, 2010, 2013, 2016.

Per il 97° Arena di Verona Opera Festival Il Trovatore vanta inoltre un cast di voci verdiane che oggi è difficile trovare anche sui palcoscenici più prestigiosi del mondo: per le prime tre date il trovatore Manrico è il tenore azero Yusif Eyvazov, applauditissimo Radamès e fresco vincitore del Premio Lugo, al fianco di una primadonna d’eccezione, il meraviglioso soprano russo Anna Netrebko, sua compagna d’arte e di vita, al debutto areniano assoluto nei panni dell’angelica ed eroica Leonora, ruolo in cui è stata applaudita a Salisburgo, Berlino, New York. Combattivo rivale è il Conte di Luna di Luca Salsi, baritono consacrato al repertorio verdiano da direttori del calibro di Riccardo Muti e già collega della coppia Netrebko-Eyvazov in Andrea Chénier alla prima della Scala di Milano un anno e mezzo fa. 

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La coppia d’oro dell’opera all’Arena di Verona

Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, golden couple della lirica mondiale in Arena per le prove de Il Trovatore, sono stati accolti trionfalmente dalle masse artistiche

Da qualche giorno in Arena sono iniziate le prove del Il Trovatore di Giuseppe Verdi nello spettacolare allestimento ideato dal compianto Franco Zeffirelli appositamente per l’anfiteatro veronese: con prestigiosi solisti e le masse artistiche dell’Arena sono impegnate anche le superstar internazionali Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, particolarmente attesi per la prima volta insieme sul palcoscenico più grande del mondo.

Il tenore azero è già stato applaudito più volte come Radames nelle ultime edizioni del Festival mentre il richiestissimo soprano russo, sua compagna d’arte e di vita, è al debutto assoluto all’Arena di Verona. Come hanno avuto occasione di ricordare, è stato proprio Eyvazov, protagonista nel ruolo di Manrico, ad essere stregato dalla magia dell’opera sotto le stelle e dal calore del pubblico areniano e a convincere Anna Netrebko all’esordio veronese, al cimento con l’impegnativa parte di Leonora, in cui è stata osannata nei teatri più illustri d’Europa e d’America. 

Orchestrali, artisti del coro, ballerini, mimi, figuranti, amministrativi e tecnici hanno accolto la coppia con applausi entusiastici e grande affetto. Tale caloroso benvenuto è stato ricambiato dagli artisti con l’amabilità, la semplicità e l’estrema gentilezza e disponibilità che contraddistingue i grandi.

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Una sera di cent’anni fa alla Scala

Le più coinvolgenti tra le tante scoperte che il lavoro di ricerca su Tullio Serafin regala sono senza dubbio quelle in cui la sua vicenda personale si intreccia agli avvenimenti storici, a momenti che hanno cambiato la vita di milioni di persone, tanto importanti da caratterizzare un’epoca.

Oggi l’Italia celebra la festa della Vittoria, si ricordano i cento anni dall’armistizio di Villa Giusti, che sancì per gli Italiani la fine della Grande guerra. Anche Serafin, allora direttore principale alla Scala, si trovò a vivere gli anni dolorosi e tragici della guerra e al primo conflitto mondiale, in particolare al suo epilogo, si riferisce un episodio che egli stesso racconta nelle sue memorie. A quel particolare avvenimento, narrato anche in altre fonti, ho dedicato ampio spazio nella seconda edizione del mio saggio sul maestro (Tullio Serafin, il custode del bel canto), in uscita a novembre con l’editore Armelin Musica. Vista la ricorrenza così importante, ne anticipo qui alcuni momenti, utili a capire quale potesse essere il clima in cui l’Italia visse quei giorni così cruciali per il proprio futuro…

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Tullio Serafin e la maratona per gli alunni – La Voce di Rovigo

27/10/2018 – 20:04

“Alla seconda maratona di lettura promossa dalla Regione Veneto c’eravamo anche noi”. Gli studenti della scuola primaria “Gabriele D’Annunzio” di Pegolotte hanno partecipato, insieme agli amici di classe prima della scuola secondaria di primo grado “Tito Livio”, a una interessante iniziativa dedicata alla lettura. Gli alunni delle due scuole di Pegolotte hanno seguito con piacere ed interesse alla maratona di lettura organizzata dai loro insegnanti nei locali della “D’Annunzio”. E’ stato un vero successo: numerosissimi gli alunni rientrati a scuola nel pomeriggio, con tanto di cartellino di riconoscimento, per partecipare all’evento…

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Arriverderci, “eterna Annina”…

Mi ha ricevuta a Casa Verdi non più di due settimane fa, non l’avevo mai incontrata di persona, ci eravamo sentite telefonicamente e già avevo apprezzato la sua cordiale gentilezza, unita a una gioia di vivere contagiosa. Nella mattinata di oggi arriva la triste notizia della sua scomparsa, voglio dedicarle due righe, ripercorrendo quel nostro incontro […]

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Bonaldo Giaiotti, la voce del Friuli

Bonaldo Giaiotti, un uomo d’altri tempi, professionalmente e per la personalità d’artista, nella sua lunga carriera seppe incarnare i più complessi personaggi riservati al basso, entrando a pieno titolo nell’Olimpo della lirica come una delle voci scure più importanti del secondo Novecento. Lo ricordiamo oggi, a due mesi esatti dall’improvvisa scomparsa […]

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