Il divino debutto di Anna Netrebko

Il trovatore delle star rapisce il pubblico areniano, aspettative non deluse per la prima del capolavoro verdiano

Esistono opinioni che vanno date liberamente, senza vincoli dettati da schematismi di qualsivoglia tipologia, pareri che bisogna dare, sensazioni che è necessario trasmettere il prima possibile, per impedire che la razionalità sovvenga a mitigare l’emozione vissuta. È ciò che ci siamo ripromessi di fare in queste poche righe, dettate dalla volontà di dare testimonianza di un’esperienza vissuta insieme ad altre migliaia di persone nel teatro d’opera più grande del mondo, tenuto a battesimo musicalmente da quel Tullio Serafin di cui da anni ci dilettiamo a studiare la raffinata lungimiranza. Di primedonne il nostro Maestro ne conobbe molte, la sua esistenza si dipanò nei templi della lirica, in Italia e in ogni luogo in cui l’arte musicale ebbe il suo massimo splendore. Per l’ennesima volta è lui il nostro punto di partenza, quasi un tributo che ci sentiamo in dovere di rendergli anche in quest’occasione, un’occasione speciale che ci ha permesso di percepire cosa significhi l’aggettivo “sublime” applicato all’arte lirica, che lui tante volte contribuì a svelare. Il luogo è tra i più evocativi, l’Arena di Verona, nella quale Serafin diresse voci che sono leggenda, egli non si limitò a curare la direzione musicale di una interpretazione veronese qualunque dei miti dell’opera ma in alcuni casi – e che casi… – ne accompagnò il debutto areniano. È universalmente noto che il 2 e il 3 agosto del ’47 il Maestro di Cavarzere diresse in Arena due diverse opere – rispettivamente La Gioconda di Ponchielli e Faustdi Gounod – e che in queste due serate a lui affidate accompagnò per mano il debutto veronese, nonché italiano, di Maria Callas e quello areniano di Renata Tebaldi. Voci divine, artiste ineguagliabili e protagoniste ancora oggi, attraverso le registrazioni, le pubblicazioni e tutto ciò che quotidianamente ce le ricorda, del dibattito promosso dal musicofilo contemporaneo.

Leggi l’articolo di Nicla Sguotti su RemWeb